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12 Anna Paola Concia*
IO DI SINISTRA DIFENDO
LA MINISTRA MELONI
M eloni è una "Ministronza", è giù risate. Non c`è
niente da ridere, almeno per me. Ma questo è il
titolo di un libro di fumetti cosiddetti "satirici" di Alessio Spataro, che hanno
come oggetto Giorgia Meloni, ministra della Gioventù. Ho visto alcune vignette
di questa perla della satira italiana. E mi hanno fatto letteralmente schifo.
Premessa d`obbligo: per me la libertà di pensiero e di espressione è sacra,
talmente sacra che anche io sono libera di criticarla, come qualsiasi espressione
artistica o di pensiero.
La satira, come dicevo d& essere libera. Ma la brutta satira, quella che non
porta a riflettere sul reale, a denunciare le segrete vie del potere ma si limita
esclusivamente a citare e mostrare la cacca e i liquidi corporei di varia specie è
come le barzellette sporche dei bambini. Puro gusto di scandalizzare con i poveri
mezzi che si possiedono. I presenti tacciono imbarazzati. Qualcuno di
buona volontà poi spiegherà al bambino che dire le parolacce non basta per
sentirsi grandi e figli.
La cosa grave è che l`autore non è un bambino. Usare come arma satirica i liquidi
corporei altrui è il grado zero della satira. Si commenta da sola. Come
quando invece delle battute in certi film si dialoga a pernacchie e peti. Due minuti
dopo la battuta è dimenticata, e di certo non resta nella storia del cinema.
Grave è che sì sia scelto come bersaglio una giovane donna. Sì per me è grave,
perché mi aspetto dalla cultura di "sinistra" meno becerume. Ma sono io che
sbaglio.
P erché aveva ragione Gaber
quando diceva «io non ho paura
del Berlusconi in sé, ma del Berlusconi
in me».
Eccolo qua il berlusconismo in tutto
il suo splendore. Quello che come
arma di contraddittorio con una
donna usa la frase: lei è più bella che
intelligente. E mai si permetterebbe
di dire lo stesso ad un uomo. Di ciò è
vittima anche il povero fumettista
Spataro.
Uomo di sinistra che pensa che essere
misogeni si può, perché travestiti
da scrittori satirici. E invece la misoginia,
la volgarità di quel machismo
primitivo imperversano nella nostra
società. Siamo tornati indietro. Ed è
accaduto soprattutto perché da una
parte noi donne abbiamo abbassato
la guarda e dall`altra perché gli
uomini non sono cresciuti, non
si sono evoluti di un centimetro
dal loro stato primordiale da
"Wilma dammi la clava".
Ma a questo si aggiunge un
punto sostanziale. Molti di coloro
che rideranno - molti di sinistra,
ma non io - nel vedere
una donna della fazione opposta
rappresentata in alcuni dei
peggiori e degradanti cliché
pornografici, non staranno fa-
cendo una profonda riflessione
politica, ma saranno legittimati
nel loro maschilismo; legittimati
a confrontarsi con tutte le donne in questa
modalità. si sentiranno sdoganati nel pensare
che questo è un metodo politico o di contrad-
dittorio o di relazionarsi accettabile.
Tutto questo è chiarissimo: basta
leggere i commenti entusiasticamente
maschilisti al blog
dell`autore. E` ora di finirla, è
ora che anche la sinsitra la faccia
finita e si interroghi sul grado
di rispetto che ha per le
donne. E se fossimo davvero
gente che vuole cambiare il
mondo in meglio, proprio noi
dalle parti della sinistra, sui
giornali di sinistra raccoglieremmo
le firme in difesa della
Meloni, come abbiamo fatto con la Bindi. Ma
noi, questo mondo lo vogliamo davvero cambia-
Eccolo qua
il berlusconismo in
tutto il suo splendore.
Quello che come
arma di
contraddittorio con
una donna usa la
frase: lei è più bella
che intelligente
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