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IO DI SINISTRA DIFENDO LA MINISTRA MELONI

Da "GLI ALTRI" di venerdì 13 novembre 2009

m:ffL~~giliùyi 12 Anna Paola Concia* IO DI SINISTRA DIFENDO LA MINISTRA MELONI M eloni è una "Ministronza", è giù risate. Non c`è niente da ridere, almeno per me. Ma questo è il titolo di un libro di fumetti cosiddetti "satirici" di Alessio Spataro, che hanno come oggetto Giorgia Meloni, ministra della Gioventù. Ho visto alcune vignette di questa perla della satira italiana. E mi hanno fatto letteralmente schifo.

Premessa d`obbligo: per me la libertà di pensiero e di espressione è sacra, talmente sacra che anche io sono libera di criticarla, come qualsiasi espressione artistica o di pensiero.

La satira, come dicevo d& essere libera. Ma la brutta satira, quella che non porta a riflettere sul reale, a denunciare le segrete vie del potere ma si limita esclusivamente a citare e mostrare la cacca e i liquidi corporei di varia specie è come le barzellette sporche dei bambini. Puro gusto di scandalizzare con i poveri mezzi che si possiedono. I presenti tacciono imbarazzati. Qualcuno di buona volontà poi spiegherà al bambino che dire le parolacce non basta per sentirsi grandi e figli.

La cosa grave è che l`autore non è un bambino. Usare come arma satirica i liquidi corporei altrui è il grado zero della satira. Si commenta da sola. Come quando invece delle battute in certi film si dialoga a pernacchie e peti. Due minuti dopo la battuta è dimenticata, e di certo non resta nella storia del cinema.

Grave è che sì sia scelto come bersaglio una giovane donna. Sì per me è grave, perché mi aspetto dalla cultura di "sinistra" meno becerume. Ma sono io che sbaglio.

P erché aveva ragione Gaber quando diceva «io non ho paura del Berlusconi in sé, ma del Berlusconi in me».

Eccolo qua il berlusconismo in tutto il suo splendore. Quello che come arma di contraddittorio con una donna usa la frase: lei è più bella che intelligente. E mai si permetterebbe di dire lo stesso ad un uomo. Di ciò è vittima anche il povero fumettista Spataro.

Uomo di sinistra che pensa che essere misogeni si può, perché travestiti da scrittori satirici. E invece la misoginia, la volgarità di quel machismo primitivo imperversano nella nostra società. Siamo tornati indietro. Ed è accaduto soprattutto perché da una parte noi donne abbiamo abbassato la guarda e dall`altra perché gli uomini non sono cresciuti, non si sono evoluti di un centimetro dal loro stato primordiale da "Wilma dammi la clava".

Ma a questo si aggiunge un punto sostanziale. Molti di coloro che rideranno - molti di sinistra, ma non io - nel vedere una donna della fazione opposta rappresentata in alcuni dei peggiori e degradanti cliché pornografici, non staranno fa- cendo una profonda riflessione politica, ma saranno legittimati nel loro maschilismo; legittimati a confrontarsi con tutte le donne in questa modalità. si sentiranno sdoganati nel pensare che questo è un metodo politico o di contrad- dittorio o di relazionarsi accettabile.

Tutto questo è chiarissimo: basta leggere i commenti entusiasticamente maschilisti al blog dell`autore. E` ora di finirla, è ora che anche la sinsitra la faccia finita e si interroghi sul grado di rispetto che ha per le donne. E se fossimo davvero gente che vuole cambiare il mondo in meglio, proprio noi dalle parti della sinistra, sui giornali di sinistra raccoglieremmo le firme in difesa della Meloni, come abbiamo fatto con la Bindi. Ma noi, questo mondo lo vogliamo davvero cambia- Eccolo qua il berlusconismo in tutto il suo splendore.

Quello che come arma di contraddittorio con una donna usa la frase: lei è più bella che intelligente [.]

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