Arrivano le ruspe
nel regno abusivo
di Gomorra
Saranno abbattuti trentamila edifici
Retroscena
NAPOLI
Nelle terre
controllate
dai Casalesi
E cominciata da qualche
giorno la guerra dello
Stato contro l`abusivismo
in Campania. Un`impresa
titanica quella delle ruspe
scortate dalle forze dell`ordine
che opereranno per tutto il
mese di novembre nel Casertano
e nel Napoletano: trentamila
gli edifici che verranno
abbattuti, indicati in sentenze
passate in giudicato e quindi
inappellabili. Diecimila costruzioni
fuorilegge sono state individuate
solo nell`agro Aversano,
la terra controllata dal
clan dei Casalesi. Il record poco
invidiabile spetta al comune
di San Cipriano d`Aversa,
poco più di tredicimila abitanti
governati da una commissione
prefettizia e un territorio
di sei chilometri quadrati di
superficie. Solo qui si contano
1380 abitazioni da tirare giù,
più case abusive in un solo paese
che quelle individuate in
tutta la Francia.
«Le commissioni prefettizie
insediate nel Casertano
nei Comuni sciolti per infiltrazíoní
forniscono dati certi e veritieri.
- ha spiegato il prefetto
di Caserta, Ezio Monaco - Tra
Casal di Principe, San Cipriano
e Villa Literno sono cinquemila
i manufatti abusivi da abbattere».
Spesso si tratta di
costruzioni non terminate, di
cui esistono gli scheletri, le
strutture grezze. «Non sono
abitati - ha concluso - ma rappresentano
uno scempio e un`
offesa al territorio». Una linea
del rigore sancita da protocolli
operativi stipulati tra la procura
Generale della Corte
d`Appello di Napoli e la Procura
del distretto di Santa Maria
Capua Vetere. Le ordinanze
della magistratura prevedono
l`abbattimento totale del manufatto
abusivo, l`acquisizione
dell`area sulla quale era stato
edificato, l`attivazione delle
procedure tendenti al recupero
delle spese giudiziarie nei
confronti del costruttore condannato
con sentenza definita,
l`integrale applicazione della
normativa in tema di sicu-
rezza nei cantieri ed il recupero
dei materiali residuali.
Alla Procura Generale di Napoli
è giunto nei giorni scorsi un
dossier che elenca quanti bambini
e quanti diversamente abili
sono presenti nei manufatti che
dovranno finire sgretolati. E
stato il tentativo in extremis di
fermare gli interventi, ma non è
servito. Saranno i sindaci, come
stabilito per legge, a garantire
una sistemazione alle fasce deboli.
Le ruspe non si fermano davanti
a nessuno. Tanto che alcuni
proprietari degli immobili da
abbattere hanno già fatto richiesta
per procedere a proprie spese
alla demolizione. Non un gesto
di penitenza sia chiaro: si
tratta di evitare la perdita della
proprietà del terreno dove è stato
costruito l`immobile.
Lo Stato infatti, per recuperare
le spese di demolizione,
confisca il terreno e provvede
alla successiva vendita. Il piano
d`azione è stato studiato nei minimi
dettagli dalle Prefetture
per limitare i problemi di ordine
pubblico. Carabinieri, polizia,
vigili del fuoco, mezzi di soccorso
del 118 si danno appuntamento
di buon mattino in centri
di raccolta per partire alla volta
delle aree segnalate per il cemento
abusivo. Eppure tanta
accortezza spesso non basta: gli
interventi della magistratura
sono fortemente ostacolati in alcune
zone. Come ad Afragola,
dove le ditte incaricate per gli
abbattimenti si sono trovate di
fronte a un cordone di persone
a difesa di una palazzina abusiva
a due piani. I proprietari abitano
in quella struttura dal 1998
e recentemente hanno presentato
anche una domanda di condono
al Comune.
Due nuclei familiari di otto
persone spalleggiati da oltre duecento
residenti del quartiere:
qualche oggetto viene lanciato
verso le forze dell`ordine che reagiscono
con una carica. Il bilancio
parla di due fermati e
qualche ferito tra i manifestanti.
Alla fine le ruspe vanno via
con la promessa di tornare tra
48 ore. Non ci sarà bisogno: il
proprietario ha deciso di provvedere
a proprie spese all`abbattimento.
Tre condoni edilizi
inoltre rendono maggiormente
difficile la vita di chi cerca di
perseguire gli abusivi: le pratiche
accantonate negli Uffici tecnici
dei Comuni garantiscono
una sorta di salvacond&to, a
scadenza, contro l`azione delle
pale meccaniche. Perché è vero
che gli edifici da abbattere sono
trentamila, ma è altrettanto vero
che per altri trentamila casi
analoghi è intervenuta la prescrizione
a revocare l`ordine di
demolizione. R. 5.1
Torre Annunziata
Denunciata la nonna
dei capo-clan
A Torre Annunziata (Napoli)
i carabinieri, con il supporto
della polizia locale, hanno
denunciato in stato di libertà
una signora di 82 anni, nonna
di un affiliato al clan camorristico
dei Gionta. I militari hanno
accertato che l`anziana donna
aveva commissionato lavori
facendo realizzare una villa
di 140 metri quadri completamente
abusiva, comprensiva
di un giardino di 1.000 metri
quadri in zona sottoposta a
vincoli paesaggistici, ambientali,
idrogeologici e sismici. Denunciati
anche otto operai della
zona sorpresi all`opera.
LE ORDINANZE
Saranno acquisite
anche le aree dove
sono stati edificati
GLI SCONTRI
Cariche contro
un cordone di persone
a difesa dì un palazzo
[.]