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ADESSO RUTELLI SI PREPARA AD ANDARSENE DAVVERO

Da "LA STAMPA" di lunedì 26 ottobre 2009

Adesso Rutelli 010 si prepara ad andarsene davvero Retroscena ROMA Coabitazione impossibile col nuovo leader Per tutta la notte si è tenuto lontano dalla sede del Pd, ma Francesco Rutelli ha via via cercato di avere notizie di prima mano:

perché se alla fine le primarie le vincerà Pier Luigi Bersani, l`ex leader della Margherita ha già deciso di mollare definitivamente gli ormeggi, di lasciare il Pd già nel corso di questa settimana. Perché l`esito delle primarie è destinato ad influire non soltanto - ed è ovvio - sulla leadership del Pd, ma anche sulla geografia politica italiana. In altre parole la vittoria di Bersani (diversamente da quella di Franceschini) rende più probabile che si consumi una prima scissione (quella guidata da Rutelli), prima falla di una emorragia futura più copiosa.

In cuor suo e nelle confidenze fatte ai suoi Rutelli ha spiegato che in caso di vittoria di Bersani, il dado è tratto. Il suo movimento avrebbe già una sede, nel centro di Roma ed è molto probabile che Rutelli tiri le sue conclusioni già domani a Milano, dove è prevista una nuova presentazione del suo libro "La svolta, lettera ad un partito mai nato". Accanto a lui ci saranno anche Massimo Cacciari, John Lloyd e il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dallai, un altro dei potenziali co-fondatori della nuova formazione.

Il primo effetto della vittoria di Bersani sarebbe dunque una scissione, guidata da uno dei padri fondatori del Pd. Un`uscita preparata da tempo e che nei prossimi giorni dovrebbe essere seguita da altri distacchi con la fuoriuscita di alcuni parlamentari da diversi partiti.

Col suo libro e in diverse occasioni nelle ultime settimane Francesco Rutelli aveva lamentato più volte la deriva socialdemocratica del Pd, visto come ultima appendice di una lunga storia della sinistra italiana.

Qualche giorno fa Rutelli aveva addirittura parlato di «operazione napalm» lanciata dentro il Pd, da «molte persone che vogliono una sorta di desertificazione» e che concepiscono «la battaglia politica come la liquidazione di chi la pensa come te. E questa è una cosa drammatica».

Parole molto importanti con le quali Rutelli sembra aver ulteriormente ta- gliato i ponti dal Pd. Ma ora per lui e per i suoi sodali si prepara il passaggio più difficile. Non soltanto perché non è semplice definire «partito mai nato», un Pd nel quale quasi tre milioni di.cittadini vanno spontaneamente a votare per scegliere il proprio leader. Il piano dell`ex leader della Margherita è metter su un movimento capace di attrarre la maggior quantità di parlamentari possibile, darsi un`ossatura e un gruppo dirigente in modo da poter affrontare con una identità e con delle "truppe" il futuro appuntamento con l`Ude di Pierferdinando Casini. Col quale, un domani, dar vita ad una più ariosa Costituente di Centro.

Nel "traghetto" di Rutelli dovrebbero confluire alcuni parlamentari del Pd (Lusi, Vernetti, probabilmente l`ex ministro Lanzillotta), un fresco ex Pdl come Giorgio La Malfa,i più irrequieti tra i parlamentari dell`Italia dei Valori che già da tempo sono in cattivi rapporti con Antonio Di Pietro. E i popolari del Pd? Nelle settimane scorse l`ex ministro Peppe Fioroni, in diversi colloqui informali, aveva confidato tutte le difficoltà di restare in un Pd nel quale avesse vinto «il partito di D`Alema». Poi aveva smentito intenzioni scissionistiche ma un personaggio come Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, è esplicito:

«Se qualcuno pensa che il futuro del Pd sia la semplice riedizione del Pds con qualche aggiunta cattolica o un soggetto politico il cui tratto comune è una forte accentuazione laicista, in entrambi i casi le fibrillazioni potrebbero avere conseguenze imprevedibili».

[F. MAR.I IL NUOVO MOVIMENTO Avrebbe già perfino la sede affittata nel centro della Capitale LO SGUARDO E` rivolto alla possibile Costituente di centro con l`Udc di Casini [.]

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