Adesso Rutelli 010
si prepara
ad andarsene davvero
Retroscena
ROMA
Coabitazione
impossibile
col nuovo leader
Per tutta la notte si è tenuto lontano
dalla sede del Pd, ma
Francesco Rutelli ha via via
cercato di avere notizie di prima mano:
perché se alla fine le primarie le
vincerà Pier Luigi Bersani, l`ex leader
della Margherita ha già deciso di
mollare definitivamente gli ormeggi,
di lasciare il Pd già nel corso di questa
settimana. Perché l`esito delle
primarie è destinato ad influire non
soltanto - ed è ovvio - sulla leadership
del Pd, ma anche sulla geografia
politica italiana. In altre parole la vittoria
di Bersani (diversamente da quella
di Franceschini) rende più probabile
che si consumi una prima scissione
(quella guidata da Rutelli), prima falla
di una emorragia futura più copiosa.
In cuor suo e nelle confidenze fatte
ai suoi Rutelli ha spiegato che in caso
di vittoria di Bersani,
il dado è tratto. Il
suo movimento
avrebbe già una sede,
nel centro di Roma
ed è molto probabile
che Rutelli tiri le
sue conclusioni già
domani a Milano, dove
è prevista una
nuova presentazione
del suo libro "La
svolta, lettera ad un
partito mai nato". Accanto a lui ci saranno
anche Massimo Cacciari, John
Lloyd e il presidente della provincia di
Trento Lorenzo Dallai, un altro dei potenziali
co-fondatori della nuova formazione.
Il primo effetto della vittoria
di Bersani sarebbe dunque una scissione,
guidata da uno dei padri fondatori
del Pd. Un`uscita preparata da
tempo e che nei prossimi giorni dovrebbe
essere seguita da altri distacchi
con la fuoriuscita di alcuni parlamentari
da diversi partiti.
Col suo libro e
in diverse occasioni
nelle ultime settimane
Francesco
Rutelli aveva lamentato
più volte
la deriva socialdemocratica
del Pd,
visto come ultima
appendice di una
lunga storia della
sinistra italiana.
Qualche giorno fa
Rutelli aveva addirittura parlato di
«operazione napalm» lanciata dentro
il Pd, da «molte persone che vogliono
una sorta di desertificazione» e che
concepiscono «la battaglia politica come
la liquidazione di chi la pensa come
te. E questa è una cosa drammatica».
Parole molto importanti con le quali
Rutelli sembra aver ulteriormente ta-
gliato i ponti dal Pd. Ma ora per lui e
per i suoi sodali si prepara il passaggio
più difficile. Non soltanto perché non è
semplice definire «partito mai nato»,
un Pd nel quale quasi tre milioni di.cittadini
vanno spontaneamente a votare
per scegliere il proprio leader. Il piano
dell`ex leader della Margherita è
metter su un movimento capace di attrarre
la maggior quantità di parlamentari
possibile, darsi un`ossatura e
un gruppo dirigente in modo da poter
affrontare con una identità e con delle
"truppe" il futuro appuntamento con
l`Ude di Pierferdinando Casini. Col
quale, un domani, dar vita ad una
più ariosa Costituente di Centro.
Nel "traghetto" di Rutelli dovrebbero
confluire alcuni parlamentari del
Pd (Lusi, Vernetti, probabilmente
l`ex ministro Lanzillotta), un fresco
ex Pdl come Giorgio La Malfa,i più
irrequieti tra i parlamentari dell`Italia
dei Valori che già da tempo sono
in cattivi rapporti con Antonio Di
Pietro. E i popolari del Pd? Nelle settimane
scorse l`ex ministro Peppe
Fioroni, in diversi colloqui informali,
aveva confidato tutte le difficoltà di
restare in un Pd nel quale avesse vinto
«il partito di D`Alema». Poi aveva
smentito intenzioni scissionistiche
ma un personaggio come Giorgio
Merlo, vicepresidente della Commissione
di Vigilanza Rai, è esplicito:
«Se qualcuno pensa che il futuro del
Pd sia la semplice riedizione del Pds
con qualche aggiunta cattolica o un
soggetto politico il cui tratto comune
è una forte accentuazione laicista,
in entrambi i casi le fibrillazioni
potrebbero avere conseguenze imprevedibili».
[F. MAR.I
IL NUOVO MOVIMENTO
Avrebbe già perfino
la sede affittata
nel centro della Capitale
LO SGUARDO
E` rivolto alla possibile
Costituente di centro
con l`Udc di Casini
[.]