Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

In collaborazione con L'eco della Stampa

Ti trovi in: Rassegna stampa :

"RIFORMEREMO GLI AMMORTIZZATORI CON L'AIUTO DELL'OPPOSIZIONE"

Da "Il Corriere della Sera" di martedì 8 settembre 2009

Il ministro del Tesoro «Exit strategy europea dalla crisi ma il vero nodo è il Sud» «Riformeremo gli ammortizzatori con l`aiuto dell`opposizi*one» Tremonti agli economisti: arroganti, pensano di essere come Newton MILANO - Il suo microfono funziona male. La voce a tratti si spegne. E il ministro Giulio Tremonti non si lascia sfuggire l`occasione: «Mi hanno costretto al silenzio, alla Bocconi, dagli economisti!».

Risata generale. Lui, che ha detto «economisti tacete», li ha chiamati «maghi» e ha ricevuto per risposta una lettera collettiva, ora è nella loro arena, in un loro tempio. Ironizza Così, dopo aver comunque rifilato un paio di schiaffi alla categoria che accusa di non aver saputo prevedere la crisi e aver detto che hanno «peccato» per «eccesso di autismo e arroganza».

Per ascoltare il ministro ed Enrico Letta, responsabile economico del Pd, ieri hanno fatto la fila soprattutto i ragazzi, gli studenti dell`Università che, come ha sottolineato il presidente Mario Monti in apertura, ha «sempre contrastato le mode» e quindi anche ciò che in modo tremontiano si potrebbe definire l`ideologia mercatista. Erano presenti in i.8oo, fra aula magna e quelle dedicate ai seminari, e chi di loro si aspettava una specie di talk show moderato dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta non è rimasto deluso. Anche se proprio Tremonti ha detto di voler evitare un clima-stile-tv.

Il ministro dell`Economia la prende alla larga; con un «discorso sul metodo».

Cita la «follia» di Isaac Newton che ha pensato di spiegare l`universo con la legge di gravità, e distingue tra scienze nomotetiche (naturali) e idiografiche (sociali): «L`errore fatto da una parte dell`économia è stato pretendere di configurarsi come una scienza di leggi universali».

Che ha fatto cioè del mercato fede, ideologia, pensiero unico. Poi precisa, a scanso di equivoci: «Non credo che la funzione dell`economia sia essere ancella delle scienze sociali, tutte le scienze hanno la stessa parità, siamo tutti umili lavoratori alla vigna del sapere...».

Un incipit che ha fatto evidentemente partire una gara di citazioni. Letta per tutta risposta ripesca Don Abbondio quando commenta che la peste in fondo è stata anche una «scopa»: per dire che la crisi può anche essere un`occasione per fare pulizia e riforme.

Il dibattito «Lezioni sulla crisi» è poi proseguito per oltre due ore, fra «exit strategy», politica economica e globalizzazione.

Tremonti dice che la crisi è stata combattuta dai Paesi con una governance condivisa. In Europa la gestione è stata fatta con «strategie comuni, e anche l`exit strategy sarà comune, compa- tibilmente con la realtà di ogni Paese.

Nessuno farà per conto suo e se lo farà sarà senza il consenso degli altri. Abbiamo deciso di gestire l`uscita dalla crisi tutti insieme e ciò rende meno complessa l`azione dei governi». «Insieme» diventa poi parola d`ordine anche nel perimetro domestico. Dopo aver sottolineato la questione fondamentale del nostroPaese, quella «meridionale», e l`enfasi anti-crisi data dal governo agli ammortizzatori sociali, il ministro risponde così a Letta che invoca riforme: «Va fattala riforma degli ammortizzatori sociali? La faremo, la faremo e voi ci darete una mano».

Un`atmosfera un po` bipartisan che coinvolge anche il federalismo fiscale (il ministro: «Votato insieme, vi siete astenuti») ma che lascia spazio a qualche scaramuccia. Tremonti trova suggestivo il riferimento a Manzoni, ma respinge la funzione «catartica» della crisi.

Letta attacca sulle riforme e sull`aumento del debito pubblico fa notare che secondo le stime «verrà spazzata via la fatica di 14 leggi finanziarie». Ma l`applauso se lo guadagna quando dice che lexisorse devono tornare a ricerca e università.

L`arena, del resto, è l`ateneo Bocconi.

Tempio degli economisti.

Sergio Bocconi Gravità e alchimia Ieri il ministro Giulio Tremonti ha citato Isaac Newton.

Nato a Woolsthorpe, in Inghilterra, nel 1643, è stato astronomo, fisico, matematico e alchimista. Con le sue scoperte nel campo della fisica ha influenzato la stessa filosofia. In particolare Newton è stato l`ordinatore di una serie di concetti relativi alla dinamica dei corpi che trovano la sintesi nel terzo libro dei Principia:

Newton espone la legge di gravitazione universale sottolineando che agisce in ogni luogo e per ogni corpo.

[.]

Piede pagina