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FONDI, IL PD SI APPELLA A NAPOLITANO

Da "LA STAMPA" di martedì 18 agosto 2009

NONOSTANTE LA VOLONTA` DEL MINISTRO DELL`INTERNO, L`ESECUTIVO HA RINVIATO OGNI DECISIONE ALL`INIZIO DI SETTEMBRE Fondi, il Pd si appella a Napolitano Il prefetto aveva chiesto lo scioglimento del Comune laziale per infiltrazione mafiosa GUIDO RUOTOLO ROMA Il Pd si appella al presidente Napolitano, Italia dei valori organizza sit-in sotto la prefettura, Libera (associazione antimafia) si dichiara indignata.

Dalla maggioranza, un po` impacciata, si rimanda alla conferenza stampa di Ferragosto, alle parole di Silvio Berlusconi, che ha spostato la decisione della «pratica» Fondi - lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose - alla ripresa settembrina.

Parla solo il senatore Claudio Fazzone, dipinto dall`opposizione come il Salvo Lima di Latina. Ex poliziotto, leader indiscusso del Popolo delle libertà, Fazzone attraverso «La Stampa» lancia una proposta all`opposizione:

«A questo punto, lasciamo che sia l`Antimafia del presidente Pisanu ad affrontare la vicenda Fondi».

Palazzo San Macuto come un «Gran giuri» che tra scelte amministrative contestate - la relazione del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, le cui con- clusioni erano state fatte proprie dal ministro Maroni - e i provvisori esiti giudiziari, una ventata di arresti di mafiosi, ex amministratori, funzionari e dirigenti del comune, deve esprimere la sua autorevole posizione. Naturalmente, una proposta, quella di Fazzone, che rinvia alle calende greche la decisione sulle sorti del consiglio comunale.

Il 18 maggio scorso, il ministro Maroni all`Antimafia e rispondendo a un question time alla Camera, era stato chiarissimo:

«A febbraio ho inviato alla Presidenza del Consiglio una mia relazione con allegati tutti i documenti per chiedere che il Consiglio dei ministri deliberasse lo scioglimento del comune di Fondi. Sono convinto che questa deve essere la decisione del governo».

«Non c`è più tempo per una scelta che è improcrastinabile», invoca l`opposizione.

Luisa Laurelli, Pd, presidente della Commissione sicurezza e lotta alle mafie del Consiglio regionale del Lazio, vede nero:

«E` in corso un braccio di ferro tra pezzi dello Stato. Il presidente Berlusconi non può contraddire le conclusioni del Prefetto Frattasi e del ministro Maroni. A questo punto deve intervenire il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano».

Ed è inviperito anche il senatore Fazzone, che vede, invece, dietro «questo caso» la manina dell`editore di «Latina Oggi», il senatore del Popolo delle libertà, Giuseppe Ciarrapico:

«Lui ce l`ha con noi perché non l`abbiamo mai fatto entrare nei nostri territori a consumare truffe. Sono stato sempre un fiero oppositore della sua candidatura. Lui è un pregiudicato con 43 condanne per 18 fattispecie di reati.

Ciarrapico ha fatto alleanza con l`opposizione, che e consapevole che alle prossime regionali a fare la differenza sarà proprio Latina».

Ieri sera, una nota di Palazzo Chigi ha voluto ricordare che la questione Fondi sarà «prossimamente» all`esame del Consiglio dei Ministri. Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di Ferragosto aveva detto: «Diversi ministri hanno fatto nota- re come nessun componente della giunta o del consiglio comunale di Fondi sia stato toccato da un avviso di garanzie e sembrava strano che si dovesse agire con un intervento come quello dello scioglimento del consiglio comunale». Posizione garantista, ma che non ha nulla a che fare con la valutazione della commissione d`accesso agli atti amministrativi del prefetto, che deve valutare se vi sono gli elementi per lo scioglimento di un consiglio comunale.

Nell`ultimo Consiglio dei ministri, la «pratica» Fondi è stata affrontata. Diversi ministri si fanno i nomi di Maurizio Sacconi, Giorgia Meloni e Renato Brunetta - avrebbero chiesto un`ulteriore istruttoria al ministro Maroni, anche sulla base delle nuove norme stringenti sullo scioglimento dei consigli comunali, che penalizzano anche i funzionari comunali. E nelle inchieste su Fondi, sono diversi gli indagati: dagli ex assessori Riccardo Izzi e Serafino Stamegni, ai consiglieri comunali Pasqualino Rega e Antonio Ciccarelli. Oltre a una nutrita rappresentanza di funzionari comunali.

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