Scure sui fondi per il solare
oggi il Senato voterà i tagli
Mozione delPdk "Gli impianti occupano troppo spazio"
ANTONIIO CI ANCWLLO
ROMA - Bocciare Archimede:
tagliare i fondi alla tecnologia
che, ispirandosi agli specchi
ustori usati nell`assedio di Siracusa,
raccoglie l`energia solare
per trasformarla in elettricità e
calore. E` la decisione annunciataperquestamattina.
Aprenderla
hon sarà, come si potrebbe immaginare
vista la complessità
della materia, l`Accademia delle
scienze o l`Agenzia internazionale
dell`energia. E` il Senato a
dare i voti alla ricerca sul solare
termodinamico in Italia.
In aula sarà discussa una mozione
della maggioranza firmata
dal capogruppo (Maurizio Gasparri)
e dal vicecapogruppo
(Gaetano Quagliariello) del Pdl.
Nel testo si mettono a confronto
due tecnologie, quellanucleare e
quella solare. La comparazione
non può essere completa, va da
sé, visto che si tratta di due cartelle.
Dunque sì analizza solo l` elemento
considerato centrale.
Non le scorie, non la durata nel
tempo, non l`affidabilità: lo spazio
occupato. «Le aree richieste
dal solare sono 64 volte più ampie
a parità di potenza ma 180
volte più ampie a parità di energia».
Si evidenziano poi i costi («6
euro awatt»). Si elencano le «difficoltà
realizzative dovute al siting»:
la necessità di trovare spazi
soleggiati, non troppo in pendenza,
vicino a una fonte d`acqua
e alla rete elettrica. Si afferma
che «i primi tentativi risalenti
a più di 30 anni or sono, non
sono stati persuasivi nei risultati».
E si invita a staccare la spina
alla ricerca su questa tecnologia.
Se questamozione venisse approvata,
l`Italia sceglierebbe una
strada opposta a quella presa
dalla Germania e dalla Francia.
Una ventina di aziende dal peso
non propriamente trascurabile
(Munich Re, Siemens, Deutsche
Bank, E. Ori, Rwe) si sono date
appuntamento a Monaco di Baviera
per lanciare un progetto da
400 miliardi di euro: Desertec
che, utilizzando proprio la tecnologia
poco gradita dal Pdl, mira
a dare a prezzi competitivi 1115
per cento dell`elettricità necessaria
all`Europa.Anche Nicholas
Sarkozy, con il suo Piano solare
Mediterraneo, punta a installare
nel Nord Africa entro il 2020 impianti
di solare termodinamico
per20milamegawattdipotenza.
L`Italia, nonostante la mancanza
di duraturepolitiche di incentivi,
ha giocato un ruolo importante
in questa partita. Il premio
Nobel Carlo Rubbia, quando
era presidente dell`Enea, ha
rilanciato la scommessa ideandoArchimede,
un impianto Enel
che utilizza in modo innovativo
questa tecnologia. E un drappello
di una decine di imprese italiane,
usando le tecnologie Enea e
brevetti aggiuntivi, si è aggregato
alla sfida europea.
Il futuro del ruolo italiano nel
settore è ora affidato al Parlamento.
A favore delle aziende
che hanno scommesso sull`innovazione
tecnologica nel solare
a concentrazione si è schierata
l`opposizione che al Senato
presenterà oggi una mozione
contrapposta a quella del Pdl e
firmata, anche in questo caso,
dal capogruppo (Anna Finocchiaro)
e dal vicecapogruppo
(LuigiZanda). «Compito delParlamento
e del governo», si legge
nel testo, «è dare sostegno alla ricerca
sia pubblica che privata e
orientarne gli sforzi nelle direzioni
ritenute più strategiche per
l`interesse generale dell`Italia,
mentre è totalmenteimpropria e
va respinta ogni tentazione dei
livelli decisionali politici di invadere
il campo dell`autonomavalutazione
dei centri di ricerca
sulla rilevanza, la priorità, l`interesse
economico dei diversi ambiti
progettualí».
«Le previsioni del Global Csp
indicano che il solare a concentrazione
sarà in grado di fornire
tra il 3,6 e il 7 per cento dell`elettricitàmondiale
al2030», precisa
Roberto Della Seta, Pd, primo firmatario
della mozione. Entro il
2020 il settore potrà assicurare
almeno 200 mila posti di lavoro
nelle regioni più vocate. Entro il
2050, nello scenario più moderato,
questatecnologiapermetterà
di risparmiare a livello globale
2,2 miliardi di tonnellate annue
di CO2, quattro volte le emissioni
italiane».