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SCURE SUI FONDI PER IL SOLARE OGGI IL SENATO VOTERA' I TAGLI

Da "LA REPUBBLICA" di martedì 21 luglio 2009

Scure sui fondi per il solare oggi il Senato voterà i tagli Mozione delPdk "Gli impianti occupano troppo spazio" ANTONIIO CI ANCWLLO ROMA - Bocciare Archimede:

tagliare i fondi alla tecnologia che, ispirandosi agli specchi ustori usati nell`assedio di Siracusa, raccoglie l`energia solare per trasformarla in elettricità e calore. E` la decisione annunciataperquestamattina.

Aprenderla hon sarà, come si potrebbe immaginare vista la complessità della materia, l`Accademia delle scienze o l`Agenzia internazionale dell`energia. E` il Senato a dare i voti alla ricerca sul solare termodinamico in Italia.

In aula sarà discussa una mozione della maggioranza firmata dal capogruppo (Maurizio Gasparri) e dal vicecapogruppo (Gaetano Quagliariello) del Pdl.

Nel testo si mettono a confronto due tecnologie, quellanucleare e quella solare. La comparazione non può essere completa, va da sé, visto che si tratta di due cartelle.

Dunque sì analizza solo l` elemento considerato centrale.

Non le scorie, non la durata nel tempo, non l`affidabilità: lo spazio occupato. «Le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia».

Si evidenziano poi i costi («6 euro awatt»). Si elencano le «difficoltà realizzative dovute al siting»:

la necessità di trovare spazi soleggiati, non troppo in pendenza, vicino a una fonte d`acqua e alla rete elettrica. Si afferma che «i primi tentativi risalenti a più di 30 anni or sono, non sono stati persuasivi nei risultati».

E si invita a staccare la spina alla ricerca su questa tecnologia.

Se questamozione venisse approvata, l`Italia sceglierebbe una strada opposta a quella presa dalla Germania e dalla Francia.

Una ventina di aziende dal peso non propriamente trascurabile (Munich Re, Siemens, Deutsche Bank, E. Ori, Rwe) si sono date appuntamento a Monaco di Baviera per lanciare un progetto da 400 miliardi di euro: Desertec che, utilizzando proprio la tecnologia poco gradita dal Pdl, mira a dare a prezzi competitivi 1115 per cento dell`elettricità necessaria all`Europa.Anche Nicholas Sarkozy, con il suo Piano solare Mediterraneo, punta a installare nel Nord Africa entro il 2020 impianti di solare termodinamico per20milamegawattdipotenza.

L`Italia, nonostante la mancanza di duraturepolitiche di incentivi, ha giocato un ruolo importante in questa partita. Il premio Nobel Carlo Rubbia, quando era presidente dell`Enea, ha rilanciato la scommessa ideandoArchimede, un impianto Enel che utilizza in modo innovativo questa tecnologia. E un drappello di una decine di imprese italiane, usando le tecnologie Enea e brevetti aggiuntivi, si è aggregato alla sfida europea.

Il futuro del ruolo italiano nel settore è ora affidato al Parlamento.

A favore delle aziende che hanno scommesso sull`innovazione tecnologica nel solare a concentrazione si è schierata l`opposizione che al Senato presenterà oggi una mozione contrapposta a quella del Pdl e firmata, anche in questo caso, dal capogruppo (Anna Finocchiaro) e dal vicecapogruppo (LuigiZanda). «Compito delParlamento e del governo», si legge nel testo, «è dare sostegno alla ricerca sia pubblica che privata e orientarne gli sforzi nelle direzioni ritenute più strategiche per l`interesse generale dell`Italia, mentre è totalmenteimpropria e va respinta ogni tentazione dei livelli decisionali politici di invadere il campo dell`autonomavalutazione dei centri di ricerca sulla rilevanza, la priorità, l`interesse economico dei diversi ambiti progettualí».

«Le previsioni del Global Csp indicano che il solare a concentrazione sarà in grado di fornire tra il 3,6 e il 7 per cento dell`elettricitàmondiale al2030», precisa Roberto Della Seta, Pd, primo firmatario della mozione. Entro il 2020 il settore potrà assicurare almeno 200 mila posti di lavoro nelle regioni più vocate. Entro il 2050, nello scenario più moderato, questatecnologiapermetterà di risparmiare a livello globale 2,2 miliardi di tonnellate annue di CO2, quattro volte le emissioni italiane».

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