IMMIGRATI E NON SOLO
SIAMO RAZZISTI
Andiamo, unici in Europa, a salpare i clandestini in mezzo al mare. Accogliamo centinaia di migliaia di profughi l`anno.
Concediamo i sagrati delle nostre chiese alle preghiere islamiche, Togliamo i crocefissi dai luoghi pubblici per non offendere
nessuno. e viziamo decine di di calcio di colore. Se vuol dire essere intolleranti, ebbene sì, lo siamo
di GIANLUIGI PARAGONE
Giù la maschera, ci arrendiarrlo: siamo
razzisti. I fatti parlano chiaro.
Siamo razzisti perché se c`è una nave in
mezzo al mare carica di immigrati in pericolo
di vita il governo di Malta chiude occhi
e orecchie mentre il governo italiano
infarcito di gente cattiva prima smoccola,
poi piglia la corda e la tira a riva per prendersi
cura di quei disgraziati. Ovviamente
a riva è ripartito anche il teatrino delle polemiche
gratuite: nemmeno stavolta Berlusconi
e Maroni l`hanno combinata giusta.
Siamo razzisti perché non usiamo la
Marina mercantile per sparare ai barconi
di stranieri, perché non cingiamo di filo
spinato i confini più perforabili. Perché
chiediamo all`Europa di decidere una volta
per sempre la linea da tenere sugli sbarchi
dei clandestini; non fosse altro per evitare
di farsi prendere pure per i fondelli dai
maltesi: «C`è stato un disguido tra governi».
Ma tu guarda...
Siamo razzisti perché abbiamo leggi tra
le meno severe di tutti e se si pensa di
cambiarle per uniformarci un po` di più ai
parametri europei, apriti cielo. Meglio cullarsi
col buonismo di maniera, utile paracolpi
per evitare di farsi male quando l`immigrazione
si presenta con la faccia più
violenta.
Siamo razzisti perché denunciamo che
con l`immigrazione clandestina cresce il
numero dei reati, specie di alcuni. Per
esempio le rapine e le violenze. Sono diminuiti
gli omicidi? Beh, grazie tante se ci
viene risparmiato il viaggio anticipato al
Creatore. Ma non è poi così bello incassare
"solo" pugni e sberle o farsi "solo"
violentare. Comunque, grazie. (...)
(...) Siamo razzisti perché diamo ragione a quel
matto di Mohammed Yunus, il quale è convinto
di poter sconfiggere la povertà nei Paesi più
affamati del mondo dando loro un piccolo prestito
di denaro al fine di avviare un`impresa e
con l`avvertenza di non berseli. Non un regalo,
ma un prestito. Non l`elemosina ma un`idea di
lavoro. La saggezza cinese diceva che è meglio
regalare una canna da pesca che un piatto di
pesce. Yunus ha inventato il microcredito e gli
hanno dato il Nobel per la Pace. Ops, ho letto i
libri di Yunus e non ho trovato un solo passaggio
in cui si benedicano le migrazioni di massa.
Siamo razzisti perché se a Parma dei vigili
menano un ragazzo di colore, se a Milano un
barista fa fuori Abba o se un italiano violenta
una straniera, non ci poniamo H problema di
chi difendere. Abbiamo questo brutto vizio:
stiamo sempre dalla parte della vittima, anche
se è gialla o nera.
Siamo razzisti perché se quattro imbecilli
gridano Bu-bu-bu contro un giocatore di colore
allora quel pezzo di curva diventa tutto lo
stadio. E poi tutta la squadra, tutta la tifoseria.
E poi tutta l`Italia. È vero, siamo razzisti e non
si accampi la scusa che Balotelli è italiano o
che anche nella luve c`è qualche nero così come
nell`Inter, nell`Udinese, nel Milan eccetera
eccetera e costoro non vengono fischiati. Se
Balotelli fosse stato bianco, per la strafottenza
dimostrata in campo. ali avrebbero offeso la
madre, la sorella e tutte le donne di casa fino a
tre generazioni indietro e avanti. Ma offendere
la mamma non è razzismo: è solo sfottò. E fare
il bulletto in campo si può; almeno fino a
quando non ti marca il Claudio Gentile di turno
che ti prende le misure e ti fa stare fermo un
paio di giri. Giusto per capire come si sta al
mondo.
Siamo razzisti perché lamentiamo nello
sport italiano l`eccesso di giocatori stranieri a
danno dei vivai italiani. Il basket è una babele.
Nel calcio, il presidente della Uefa Michel Platini
ha denunciato un nuovo schiavismo, un
nuovo colonialismo, che ha messo radici in
Africa. t razzista anche lui.
Siamo razzisti perché denunciamo gli. abusi
che avvengono nei campi nomadi, specie
quelli ai danni dei bambini costretti a rubare e
se non lo fanno giù botte. Che pena per quelle
faccine piegate ad arte e sbattute in mezzo alla
strada per chiedere soldi o fregarli dal portafogli.
Siamo razzisti e non ci facciamo problemi a
concedere il sagrato del Duomo di Milano per
una bella preghiera islamica, dove si venera Allah
e si mandano accidenti agli ebrei. Siamo
razzisti se ricordiamo che prender due, tre mo-
gli contemporaneamente non è contemplato
nel codice. Né è lecito ammogliarsi con spose
bambine. È invece lecito potersi mettere una
minigonna, uscire la sera, andare in discoteca e
fare tutte quelle cose che i ragazzi italiani fanno.
Si, vivere all`occidentale si può.
Siamo razzisti quando togliamo il crocifisso
dalle pareti per non offendere nessuno, quando
chiudiamo la porta al parroco per la benedizione
natalizie nelle scuole: poco male, in
fondo la capanna di Gesù bambino era già in
soffitta. II multiculturalismo ha un prezzo.
Siamo razzisti perché non partecipiamo alla
conferenza di Ginevra sul razzismo e non
ascoltiamo quella personcina tanto graziosa e
minuta col pallino di cancellare Israele dalle
mappe geografiche. Purtroppo non è un cartografo
bizzarro, ma il capo di uno stato islamico
che manovra strani disegni nucleari.
Siamo razzisti se tacciamo mentre i cinesi si
mangiano pezzi di città, dandoci in cambio beni
e servizi a bassissimo prezzo. Come avvenga
la crescita delle Chinatown, con quale flusso di
soldi, e da chi sia composta non sono affari che
ci debbono interessare. L`importante è far lavorare
a basso prezzo gente e abbassare lo
sguardo se dietro un tavolo ci sono bambini o
anziani. L`importante è comprare roba a basso
prezzo: che volete c`è la crisi e non ci sono più
soldi.
[.]