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SIAMO RAZZISTI

Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di martedì 21 aprile 2009

IMMIGRATI E NON SOLO SIAMO RAZZISTI Andiamo, unici in Europa, a salpare i clandestini in mezzo al mare. Accogliamo centinaia di migliaia di profughi l`anno.

Concediamo i sagrati delle nostre chiese alle preghiere islamiche, Togliamo i crocefissi dai luoghi pubblici per non offendere nessuno. e viziamo decine di di calcio di colore. Se vuol dire essere intolleranti, ebbene sì, lo siamo di GIANLUIGI PARAGONE Giù la maschera, ci arrendiarrlo: siamo razzisti. I fatti parlano chiaro.

Siamo razzisti perché se c`è una nave in mezzo al mare carica di immigrati in pericolo di vita il governo di Malta chiude occhi e orecchie mentre il governo italiano infarcito di gente cattiva prima smoccola, poi piglia la corda e la tira a riva per prendersi cura di quei disgraziati. Ovviamente a riva è ripartito anche il teatrino delle polemiche gratuite: nemmeno stavolta Berlusconi e Maroni l`hanno combinata giusta.

Siamo razzisti perché non usiamo la Marina mercantile per sparare ai barconi di stranieri, perché non cingiamo di filo spinato i confini più perforabili. Perché chiediamo all`Europa di decidere una volta per sempre la linea da tenere sugli sbarchi dei clandestini; non fosse altro per evitare di farsi prendere pure per i fondelli dai maltesi: «C`è stato un disguido tra governi».

Ma tu guarda...

Siamo razzisti perché abbiamo leggi tra le meno severe di tutti e se si pensa di cambiarle per uniformarci un po` di più ai parametri europei, apriti cielo. Meglio cullarsi col buonismo di maniera, utile paracolpi per evitare di farsi male quando l`immigrazione si presenta con la faccia più violenta.

Siamo razzisti perché denunciamo che con l`immigrazione clandestina cresce il numero dei reati, specie di alcuni. Per esempio le rapine e le violenze. Sono diminuiti gli omicidi? Beh, grazie tante se ci viene risparmiato il viaggio anticipato al Creatore. Ma non è poi così bello incassare "solo" pugni e sberle o farsi "solo" violentare. Comunque, grazie. (...) (...) Siamo razzisti perché diamo ragione a quel matto di Mohammed Yunus, il quale è convinto di poter sconfiggere la povertà nei Paesi più affamati del mondo dando loro un piccolo prestito di denaro al fine di avviare un`impresa e con l`avvertenza di non berseli. Non un regalo, ma un prestito. Non l`elemosina ma un`idea di lavoro. La saggezza cinese diceva che è meglio regalare una canna da pesca che un piatto di pesce. Yunus ha inventato il microcredito e gli hanno dato il Nobel per la Pace. Ops, ho letto i libri di Yunus e non ho trovato un solo passaggio in cui si benedicano le migrazioni di massa.

Siamo razzisti perché se a Parma dei vigili menano un ragazzo di colore, se a Milano un barista fa fuori Abba o se un italiano violenta una straniera, non ci poniamo H problema di chi difendere. Abbiamo questo brutto vizio:

stiamo sempre dalla parte della vittima, anche se è gialla o nera.

Siamo razzisti perché se quattro imbecilli gridano Bu-bu-bu contro un giocatore di colore allora quel pezzo di curva diventa tutto lo stadio. E poi tutta la squadra, tutta la tifoseria.

E poi tutta l`Italia. È vero, siamo razzisti e non si accampi la scusa che Balotelli è italiano o che anche nella luve c`è qualche nero così come nell`Inter, nell`Udinese, nel Milan eccetera eccetera e costoro non vengono fischiati. Se Balotelli fosse stato bianco, per la strafottenza dimostrata in campo. ali avrebbero offeso la madre, la sorella e tutte le donne di casa fino a tre generazioni indietro e avanti. Ma offendere la mamma non è razzismo: è solo sfottò. E fare il bulletto in campo si può; almeno fino a quando non ti marca il Claudio Gentile di turno che ti prende le misure e ti fa stare fermo un paio di giri. Giusto per capire come si sta al mondo.

Siamo razzisti perché lamentiamo nello sport italiano l`eccesso di giocatori stranieri a danno dei vivai italiani. Il basket è una babele.

Nel calcio, il presidente della Uefa Michel Platini ha denunciato un nuovo schiavismo, un nuovo colonialismo, che ha messo radici in Africa. t razzista anche lui.

Siamo razzisti perché denunciamo gli. abusi che avvengono nei campi nomadi, specie quelli ai danni dei bambini costretti a rubare e se non lo fanno giù botte. Che pena per quelle faccine piegate ad arte e sbattute in mezzo alla strada per chiedere soldi o fregarli dal portafogli.

Siamo razzisti e non ci facciamo problemi a concedere il sagrato del Duomo di Milano per una bella preghiera islamica, dove si venera Allah e si mandano accidenti agli ebrei. Siamo razzisti se ricordiamo che prender due, tre mo- gli contemporaneamente non è contemplato nel codice. Né è lecito ammogliarsi con spose bambine. È invece lecito potersi mettere una minigonna, uscire la sera, andare in discoteca e fare tutte quelle cose che i ragazzi italiani fanno.

Si, vivere all`occidentale si può.

Siamo razzisti quando togliamo il crocifisso dalle pareti per non offendere nessuno, quando chiudiamo la porta al parroco per la benedizione natalizie nelle scuole: poco male, in fondo la capanna di Gesù bambino era già in soffitta. II multiculturalismo ha un prezzo.

Siamo razzisti perché non partecipiamo alla conferenza di Ginevra sul razzismo e non ascoltiamo quella personcina tanto graziosa e minuta col pallino di cancellare Israele dalle mappe geografiche. Purtroppo non è un cartografo bizzarro, ma il capo di uno stato islamico che manovra strani disegni nucleari.

Siamo razzisti se tacciamo mentre i cinesi si mangiano pezzi di città, dandoci in cambio beni e servizi a bassissimo prezzo. Come avvenga la crescita delle Chinatown, con quale flusso di soldi, e da chi sia composta non sono affari che ci debbono interessare. L`importante è far lavorare a basso prezzo gente e abbassare lo sguardo se dietro un tavolo ci sono bambini o anziani. L`importante è comprare roba a basso prezzo: che volete c`è la crisi e non ci sono più soldi.

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