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INCENTIVI ALL'ESAME RISORSE

Da "IL SOLE 24 ORE" di mercoledì 15 aprile 2009

Competitivit Scajola chiederà di attingere al Fondo per l`economia reale di Palazzo Chigi Carmine Fotina ROMA Tra gli effetti della crisi, per quanto paradossale possa apparire, potrebbe esserci anche quel16 di rallentare o ridimensionare alcuni strumenti di incentivazione alle imprese già pronti al debutto. L`esigenza di spostare risorse verso interventi contingenti e dettati dalla recessione potrebbe in sostanza togliere respiro al più ampio riassetto di politica industriale avviato dal precedente Governo e portato avanti nel primo anno del nuovo corso di Claudio Scajola al ministero dello Sviluppo. Il rifinanziamento del Fondo di garanziaper le Pani drenerà, tra l`altro, anche residui di misure preesistenti, come il Fondo per il venture capital. E non si può escludere che venga girata a favore di interventi d`emergenza almeno una parte delle risorse per i nuovi contratti di sviluppo al Sud e per la reindustrializzazione delle grandi aree inquina- te del Paese. Preannunciata, ma a questo punto anch`essa da verificare in base alle nuove esigenze, c`è poi l`estensione dei bandi di gara Industria 2015 p er progetti di innovazione industriale.

In effetti, fino a poco più di un mese fa, il ministero puntava su circa 3,5 miliardi provenienti da risorse Fas (Fondo àree sottoutilizzate) e da destinare a misure per lo sviluppo. Poi, i16 marzo, suscitando il malumore di Scajola, è arrivata la decisione del premier Berlusconi di accentrare in un unico fondo a Palazzo Chigi una dote da 9 miliardi, inclusi quelli che avrebbero dovuto essere di immediata disponibilità dello Sviluppo economico.

I principali progetti Un miliardo e ottocento milioni:

questa la somma che il ministero aveva inizialmente pianificato per lo strumento previsto dal Dl 11z/o8 (manovra economica triennale) per semplificare gli strumenti di attrazione, degli in- vestimenti, soprattutto al Sud.:Il decreto di natura non regolamentare è pronto ma, nell`ambito della ricognizione complessiva di cui si è appena detto, la disponibilità di risorse e i tempi di partenza sono da verificare. È invece ancora fermo alla prima delle due fasi di valutazione l`iter per assegnare r9o milioni a progetti di innovazione nel settore delle "tecnologie per il made in Italy". Prima che il contesto economico si deteriorasse. Scajola aveva preannunciato l`estensione del programma Industria 2oi5 ad altri comparti (scienze della vita; beni culturali e turismo; informatica;

tecnologie ambientali; aerospazio).

Il ministero, almeno peri i primi due settori citati, chiederà la disponibilità di nuove risorse all`interno del fondo unico accentrato a Palazzo Chigi.

Le zone franche Sono 22 le aree che il ministero dello Sviluppo ha individuato per avviare la sperimentazione delle "zone franche urbane" in cui le piccole imprese potranno insediarsi beneficiando di agevolazioni fiscali e contributive.

Ma si lavora a una modifica dei criteri di individuazione per includere nell`elenco delle zone franche un numero maggiore di Comuni del Centro-Nord, incluse le aree dell`Abruzzo colpite dal terremoto.

Oggi intanto i tecnici del ministero dello Sviluppo economico incontreranno i rappresentanti delleprincipali associazioni di categoria per presentare le conclusioni del "tavolo" per le Pini dedicato a credito, tempi di pagamento, usura e capitalizzazione.

Tra le questioni più delicate c`è il saldo dei contributi della legge 488 per l`acquisto di macchinari e la costruzione di immobili per ampliare e animodernare l`attività. Secondo stime di Confartigianato, le aziende vanterebbero complessivamente quasi i miliardo.

carroime.Jotina@iisote@ore.coro [.]

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