Competitivit Scajola chiederà di attingere al Fondo per l`economia reale di Palazzo Chigi
Carmine Fotina
ROMA
Tra gli effetti della crisi, per
quanto paradossale possa apparire,
potrebbe esserci anche quel16
di rallentare o ridimensionare
alcuni strumenti di incentivazione
alle imprese già pronti al
debutto. L`esigenza di spostare
risorse verso interventi contingenti
e dettati dalla recessione
potrebbe in sostanza togliere respiro
al più ampio riassetto di
politica industriale avviato dal
precedente Governo e portato
avanti nel primo anno del nuovo
corso di Claudio Scajola al
ministero dello Sviluppo. Il rifinanziamento
del Fondo di garanziaper
le Pani drenerà, tra l`altro,
anche residui di misure preesistenti,
come il Fondo per il
venture capital. E non si può
escludere che venga girata a favore
di interventi d`emergenza
almeno una parte delle risorse
per i nuovi contratti di sviluppo
al Sud e per la reindustrializzazione
delle grandi aree inquina-
te del Paese. Preannunciata, ma
a questo punto anch`essa da verificare
in base alle nuove esigenze,
c`è poi l`estensione dei bandi
di gara Industria 2015 p er progetti
di innovazione industriale.
In effetti, fino a poco più di un
mese fa, il ministero puntava su
circa 3,5 miliardi provenienti da
risorse Fas (Fondo àree sottoutilizzate)
e da destinare a misure
per lo sviluppo. Poi, i16 marzo,
suscitando il malumore di Scajola,
è arrivata la decisione del premier
Berlusconi di accentrare in
un unico fondo a Palazzo Chigi
una dote da 9 miliardi, inclusi
quelli che avrebbero dovuto essere
di immediata disponibilità
dello Sviluppo economico.
I principali progetti
Un miliardo e ottocento milioni:
questa la somma che il ministero
aveva inizialmente pianificato
per lo strumento previsto dal Dl
11z/o8 (manovra economica
triennale) per semplificare gli
strumenti di attrazione, degli in-
vestimenti, soprattutto al Sud.:Il
decreto di natura non regolamentare
è pronto ma, nell`ambito della
ricognizione complessiva di
cui si è appena detto, la disponibilità
di risorse e i tempi di partenza
sono da verificare. È invece ancora
fermo alla prima delle due
fasi di valutazione l`iter per assegnare
r9o milioni a progetti di innovazione
nel settore delle "tecnologie
per il made in Italy". Prima
che il contesto economico si
deteriorasse. Scajola aveva preannunciato
l`estensione del programma
Industria 2oi5 ad altri
comparti (scienze della vita; beni
culturali e turismo; informatica;
tecnologie ambientali; aerospazio).
Il ministero, almeno peri
i primi due settori citati, chiederà
la disponibilità di nuove risorse
all`interno del fondo unico
accentrato a Palazzo Chigi.
Le zone franche
Sono 22 le aree che il ministero
dello Sviluppo ha individuato
per avviare la sperimentazione
delle "zone franche urbane" in
cui le piccole imprese potranno
insediarsi beneficiando di agevolazioni
fiscali e contributive.
Ma si lavora a una modifica dei
criteri di individuazione per includere
nell`elenco delle zone
franche un numero maggiore di
Comuni del Centro-Nord, incluse
le aree dell`Abruzzo colpite
dal terremoto.
Oggi intanto i tecnici del ministero
dello Sviluppo economico
incontreranno i rappresentanti
delleprincipali associazioni
di categoria per presentare le
conclusioni del "tavolo" per le
Pini dedicato a credito, tempi di
pagamento, usura e capitalizzazione.
Tra le questioni più delicate
c`è il saldo dei contributi
della legge 488 per l`acquisto di
macchinari e la costruzione di
immobili per ampliare e animodernare
l`attività. Secondo stime
di Confartigianato, le aziende
vanterebbero complessivamente
quasi i miliardo.
carroime.Jotina@iisote@ore.coro
[.]