Groenlandia, un passo per l`indipendenza
Vittoria dei "si" nel referendum sulla maggiore autonomia dalla Danimarca
Secondo gli esperti, nelle
profondità oceaniche
attorno all`isola ci
sarebbe più petrolio che
in tutto il Mare del Nord.
La luce dei fuochi d`artificio
interrompe la notte polare.
A Nuuk, la capitale della
Groenlandia, dove il buio
in inverno dura quasi ventiquattr`ore,
si festeggia in
strada a meno cinque gradi.
Ieri l`isola più grande del
mondo, da tre secoli sotto
la sovranità danese, ha scelto
con un referendum una
maggiore autonomia da Copenaghen.
A dire sì (letteralmente
«aap», nella lingua locale)
alla proposta che allargherà
i diritti e i poteri della Groenlandia,
è stato il 76% dei
votanti. Alta anche l`affluenza
alle urne: il 72% dei 39
milioni di aventi diritto. Risultati
che hanno spinto
Hans Enoksen, primo ministro
della Groenlandia, a
parlare di una «giornata storica»
e a lanciarsi nella previsione
di una «piena indipendenza
nel 2021».
Per ora, gli abitanti dell`isola
- Inuit per il 9o%o ottengono
di essere riconosciuti
come un popolo a sé
stante e la loro lingua di ceppo
eschimese (il «groenlandese»)
viene riconosciuta
come ufficiale. Alla regione
coperta per l`8o%o dai ghiacci,
il risultato del referendum
assicura inoltre polizia,
guardia costiera e tribunali
indipendenti e una gestione
autonoma delle risorse
naturali. Colonia danese
dal 1775, e poi provincia
dal 1953, la Groenlandia ha
infatti goduto finora di un
regime di autodeterminazione
limitato ai sanità, alla
scuola e ai servizi sociali.
Settori nei quali, tra l`altro,
può intervenire solo dal
1979, anno in cui l`isola ot-
tenne per la prima volta anche
un parlamento e un governo
autonomi.
Le novità fissate con il voto
di ieri dovrebbero entrare
in vigore il prossimo 21
giugno, dopo la doppia ratifica
del Parlamento di Nuuk
e di Copenaghen. Un passo
ulteriore nell`iter verso l`autonomia
che dovrebbe però
essere superato senza troppe
difficoltà. In Groenlandia,
infatti, tutti i partiti tranne
una piccola formazione
d`opposizione, i «Democratici»
- hanno sostenuto
il sì; in Danimarca la
proposta votata ieri non è
una sorpresa ma il frutto di
trattative in corso tra i due
governi da almeno quattro
anni e Copenaghen ha comunque
ottenuto di mantenere
il controllo della politica
estera e della difesa. «Il
programma di autonomia
ha un grande sostegno politico
sia in Groenlandia che
in Danimarca» si è affretta-
to ad assicurare ieri lo stesso
primo ministro danese,
Anders Fogli Rasmussen
commentando,i risultati.
È probabile che d`ora in
avanti, la sfida della Groenlandia
sarà piuttosto il potenziamento
della ricerca
di risorse naturali nel sottosuolo
e nelle profondità
oceaniche dove, secondo alcuni
esperti locali, ci sarebbe
petrolio in quantità maggiore
di tutta la produzione
del Mare del Nord. Proprio
contando su questo, infatti,
una delle novità votate
ieri è la diminuzione della
percentuale di guadagni derivati
dalle risorse naturali
da destinare ogni anno alla
Danimarca.
Una sfida, però: «Se il petrolio
non schizzerà dal sottosuolo
- commenta Lise
Lyck della Copenhagen Business
School - ci vorranno
almeno 3o anni prima
che l`isola diventi un paese
indipendente».
A. Ras.