GIACOMO GALEAZZI
CITTA` DEL VATICANO
Effetto Brunetta in Curia, negli uffici
vaticani arriva il cartellino. Nei Sacri
Palazzi si striscia la tessera magnetica
in entrata e in uscita. Timbrano
tutti con un «badge» elettronico blu:
minutanti, capi ufficio, laici, ecclesiastici
e religiose. Di tornelli, almeno
per ora, non si parla. E dal primo gennaio
saranno in funzione anche le
schede di valutazione per misurare il
rendimento e collegare le retribuzioni
al merito. In Vaticano, dunque, entra
la meritocrazia e, in applicazione
del nuovo regolamento, sono stati
predisposti gli «orologi» e le schede
di valutazione. «Si è sparsa la voce, le
cose buone viaggiano veloci - esulta il
ministro della Pubblica amministrazione
Renato Brunetta -. Il nostro sano
riformismo è stato ripreso anche
in Vaticano».
Le schede di valutazione, spiega il
portavoce papale padre Federico
Lombardi, «erano state richieste anche
dall`Associazione dei dipendenti
laici del Vaticano». Il «segnatempo»,
invece, suscita malumori, specialmente
tra le tonache. Il cartellino è
un problema, infatti, per alcuni prelati
che ritengono che un controllo troppo
rigido dell`orario di lavoro, specialmente
dei due ritorni pomeridiani a
settimana, limiti la «necessaria flessibilità»
e non si concili con le loro attività
pastorali fuori del Vaticano. Alcuni
monsignori obiettano che nel
1960 Giovanni XXIII abolì il «segnatempo»
proprio perché non consono
agli ecclesiastici.
Il cartellino versione 2008 è una
scheda blu a banda magnetica voluta
dai Servizi economici del Governatorato
della Città del Vaticano che sostituisce
tutte le tessere in uso nel piccolo
Stato, da quelle per accedere ai distributori
di benzina o allo spaccio, al
tesserini identificativi di alcuni uffici,
tra i quali anche la Radio Vaticana. In
un primo tempo si pensava di poterlo
usare anche come documento di identità
per quei dipendenti che sono anche
cittadini vaticani, ma per ora si è
dovuta abbandonare l`idea, per motivi
tecnici. Sulla scheda di valutazione,
in copertina, ci sono i dati identificativi
del lavoratore, e all`interno
quattro paragrafi (dedizione, professionalità,
rendimento, correttezza).
Per ognuna delle quattro voci si può
barrare su «ottimo», «buono», «sufficiente»
o «insufficiente». Le «classi di
merito» aumenteranno le retribuzioni.
Attualmente lo stipendio-base dei
dipendenti vaticani va dai 1.300 euro
del primo livello ai circa 2.300 euro
del decimo livello, cui vanno aggiunti
gli scatti di anzianità, le integrazioni
e le indennità.
Ma sullo sfondo c`è una riforma
più complessiva. Paolo VI, che ha creato
cardinale Joseph Ratzinger, bollò
la macchina d`Oltretevere come «una
burocrazia pretenziosa e apatica, solo
canonista e ritualista, una palestra
di nascoste ambizioni e di sordi anta-
gonismi». E da tempo anche il segretario
di Stato Tarcisio Bertone non fa
mistero di voler riformare la Curia
per renderla più snella e meno elefantiaca
e ritiene che «a vent`anni dall`ultima
riforma è opportuno valutare l`organizzazione
dei dicasteri per riflettere
su come rendere le strutture esistenti
sempre più funzionali alla missione
della Chiesa e poi decidere se tutto
debba essere mantenuto». Altri dicasteri,
come accaduto a quello dell`Immigrazione
(finito in «Giustizia e Pace»),
potrebbero essere accorpati, con
la diminuzione di numero degli uffici
curiali e delle «aree di improduttività».
Una volontà di sfrondamento, concretizzata
nell`istruttoria anti-sprechi
«top secret» consegnata a Benedetto
XVI dal cardinale Attilio Nicora, giurista
e amministratore del patrimonio
vaticano.
E` stato Benedetto XVI a dare mandato
al cardinale Bertone di introdurre
criteri di maggiore efficienza e premi
alla produzione per i dipendenti, come
già sperimentato all`Amministrazione
del patrimonio della sede apostolica
(Apsa), il braccio economico della Curia.
La nuova «tessera unica» grazie a
un microchip assomma le funzioni di
segnatempo e parcometro consentendo
anche l`accesso al nuovo parcheggio
«Santa Rosa» e l`uscita direttamente
su piazza Risorgimento. E, democraticamente,
unirà dipendenti laici e prelati.
Ma in Segreteria di Stato, la «stanza
dei bottoni» d`Oltretevere, niente cartellino.
www.lastampa.it/galeazzí