Europee, Napolitano invita al dialogo
Berlusconi lo gela: impossibilecolPd
"Garantire ilpiuralismo ". No delpren2ierancheallepreferenLe
SILVIO BUZZANCA
ROMA - Giorgio Napolitano
spera che sulla legge elettorale
per le Europee ci sia «un ampio
consenso». Chiede che «la discussione
possa essere aperta, senza
rigidità, a ogni proposta costruttiva.
Auspica di «non comprimere
il pluralismo politico» e ditenere
conto del rapporto fra elettori
ed eletti. Cioè salvare le preferenze
e non alzare troppo la soglia di
sbarramento. Ma Silvio Berlusconi
chiude ogni spazio al dialogo e
respinge i suggerimenti. Sulle
preferenze, insiste sulla necessità
di mandare all`Europarlamento
dei "competenti". «In Europa dice
- dobbiamo andare con
gente qualificata, avere professionisti
delle materie da inserire
nelle 23 Commissioni. Sul dialogo
punta l`indice contro il Pd: «E`
impossibile avere relazioni de-
centi con un`opposizione che anche
in un momento difficile a livello
internazionale non lascia da
parte lo scontro», ha spiegato. Un
botta e risposta che riporta il gelo
nei rapporti fra il Quirinale c il Cavaliere.
Appena mitigato dall`assicurazione
di essere «sempre attenti
alle suggestioni del Presidente
della Repubblica». E comunque
«se alla fine non sarà
possibile fare la riforma non mi
strapperò i capelli».
Frasi di pura cortesia, perché
ieri sera, il premier ha detto no a
tutto quello che il capo dello Stato
aveva chiesto in mattinata. Napolitano,
infatti, appena rientrato
dall`Egitto, ha ricevuto al Quirinale
una delegazione del Comitato
per la democrazia. Ideato dal
leader dei socialisti Riccardo
Nencini il comitato è impegnato
nella lotta contro lo sbarramento
elettorale e la scomparsa delle
preferenze. Un incontro non casuale,
che è arrivato il giorno dopo
l`esame in aula dell`iter del testo
sulla legge elettorale europea.
Napolitano non ha parlato di
preferenze. Ma il riferimento c`è
stato. Chiarissimo. Il presidente
della Repubblica ha ricordato, infatti,
che da tempo è stato posta
«l`esigenza di stabilire un più diretto
legame tra gli eletti e i territori
rappresentati, e di garantire
un effettivo intervento dei cittadini-elettori
nella scelta dei loro
rappresentanti». Esigenze, ha
continuato Napolitano, che «c`è
da augurarsi formino oggetto di
adeguate attenzione nel corso
della discussione» sulla legge
elettorale europea. E la «massima
attenzione», ha concluso Napolitano,
«dovrebbe essere prestata
alla necessità- inparticolare per
le elezioni del Parlamento europeo»-di
non comprimere il pluralismo
nolitico». Fatta salva la
necessità di evitare un`eccessiva
frammentazione nella rappresentanza.
Parole accolte con grande soddisfazione
dal Comitato perla democrazia.
Molto meno da Berlusconi.
Walter Veltroni, invece si
schiera con Napolitano. E oggi
sarà con Massimo D`Alema alla
Sala della regina di Montecitorio
per l`incontro contro l`abolizione
delle preferenze. Anche Pier Ferdinando
Casini e Antonio Di Pietro
si schierano con il capo dello
Stato. «Siamo al delirio - commenta
infine Lorenzo Cesa Berlusconi
falsifica la realtà. Non
c`è nessuna chiusura da parte
delle opposizioni». La maggioranza,
invece, pensa ad accelerare
l`iter. La legge potrebbe tornare
in aula martedì prossimo. Con
l`opposizione che spera molto
nei voti segreti che Fini sembra
intenzionato a concedere.
Nella modifica dei sistemi elettorali è
da ricercarsi un ampio consenso in
Parlamento e c`è la necessità di non
comprimere il pluralismo
GIORGIO NAPOLITANO
presidente della Repubblica
Con le preferenze si tornerebbe ad una
stagione non trasparente epulita. Ma
se alla fine la riforma non si farà non
mi strapperò i capelli
SILVIO BERLUSCONI
presidente dei Consiglio
SBARRAMENTO
La nuova legge elettorale
europea prevede
uno sbarramento del
cinque percento a
livello nazionale. Passano
da cinque a dieci le
circoscrizioni elettorali
PREFERENZE
Nel nuovo testo preparato
da Calderisi non è previsto
il voto di preferenza. Ogni
lista dovrebbe avere in
media sette candidati, ma
si può votare solo il
simbolo del partito
QUOTE ROSA
La nuova legge cancella le
quota rosa e non prevede
l`alternanza in lista fra
uomini e donne. Assicura
invece il 50 per cento dei
posti alla rappresentanza
femminile