caso Operazione Vaticano
F ESCO MANACORDA
MILANO
onzi lancia basciatore per Medilob an
ca
anta Sede
UN ambasciatore in Vaticano
per Mediobanca. Il mese scorso
il presidente del consiglio di
sorveglianza di piazzetta Cuccia Cesare
Geronzi ha assunto direttamente
dalla «sua» Capitalia, ormai fusa con
Unicredit, l`avvocato Marco Simeon.
Trent`anni, ligure, strettamente lega
to alla Curia genovese, nel gruppo Capitala
Simeon aveva dal 2005 la responsabilità
delle relazioni istituzionali,
occupandosi in sostanza dei rapporti
con la Santa Sede. Nelle stanze
del Vaticano - assicura chi lo conosce
- il giovane legale si muove con grande
sicurezza. Così anche negli uffici
romani di Mediobanca, in piazza di
Spagna, continuerà a svolgere, sempre
sotto l`etichetta degli «affari istituzionali»,
lo stesso incarico. Ma qual
è il valore aggiunto di una figura di
questo genere per le attività di Mediobanca?
«Non sta a me valutare la strategicità
del mio incarico - risponde Simeon
- diciamo comunque che ci sono
dei valori che sono di difficile stima».
Il curriculum del nuovo manager
di Mediobanca è del resto ricco di
esperienze e incarichi significativi nel
mondo cattolico. Simeon è ad esempio
Priore del Magistrato di Misericordia,
un`istituzione genovese nata
nel 1419 e fin da allora presieduta dall`Arcivescovo
della città, per occuparsi
degli indigenti attraverso le donazioni
di cittadini più facoltosi. Tra le sue cariche
anche quella di segretario generale
della Fondazione per i Beni e le Attività
Artistiche della Chiesa, che fa capo alla
Pontificia Commissione per i Beni Culturali
della Chiesa presieduta fino a pochi
mesi fa dal genovese monsignor
Mauro Piacenza e oggi guidata da monsignor
Mauro Ravasi. Proprio in quest`ultima
veste Simeon è stato fra i promotori
della «Rosa Mystica», una rosa
speciale dedicata alla Madonna e prodotta
anche sotto l`egida della Regione
Liguria che punta a diventare il fiore ufficiale
delle celebra-
zioni mariane. Ma,al
di là dei rapporti e degli
incarichi in ambito
ecclesiastico, l`avvocato
ha ottime relazioni
anche in ambiti
più secolari: è ad
esempio segretario
regionale per la Liguria
della lobby italoamericana
Niaf, nonché
consigliere della
Fondazione Carige, dove è stato nominato
in quota centrodestra.
Per Mediobanca la scelta di un uomo
specificamente addetto ai rapporti
con il Vaticano rappresenta sia un «unicum»
nel panorama delle banche d`affari
italiane e straniere sia un mutamento
epocale rispetto alla tradizione dell`istituto.
Nella distinzione - peraltro discussa
- fra finanza cattolica e finanza laica,
piazzetta Cuccia è infatti sempre stata
considerata un caposaldo di quest`ultima.
E il nucleo fondatore di Mediobanca,
composto da Raffaele Mattioli, Adolfo
Tino, Enrico Cuccia e Ugo La Malfa,
aveva tra i suoi tratti distintivi la vicinanza,
o addirittura la militanza, nel
Partito d`azione, assieme ad un approc-
cio completamente
laico nei rapporti lavorativi.
Coordinate
storiche che sono
cambiate solo in una
certa misura nel corso
degli anni ma che
adesso appaiono decisamente
più lontane
con l`arrivo di Geronzi
al vertice di Mediobanca.
Il banchiere,
infatti, ha notoria-
mente rapporti assai stretti con la Curia
romana e con la Santa Sede. Questo
sia per formazione personale, sia alla luce
della sua esperienza in Banca di Roma,
per tradizione l`istituto di riferimento
del Vaticano.
Una rete di contatti che, anche da
piazzetta Cuccia, il nuovo presidente
vuole mantenere più che mai.
DA CAPITALIA
Da marzo l`avvocato
Marco Simeon cura
le relazioni con Oltretevere
Fl~ZA LAICA
Un presidente cattolico
cambia la tradizione
dell`istituto di credito