Casini: «Tolgo voti al PdL
Me la faranno pagare»
di GIANLUIGI PARAGONE
«Gli unici brogli che vedo sono
quelli che riguardano l`informazione:
stanno facendo di tutto per non
farci vedere in tv. Fosse così facile
cancellarci...».
Pier Ferdinando Casini allarga le
braccia come se gli avessero negato
un altro rigore, (...)
id segue dalla prima
GIANLUIGI PARAGONE
(...) un rigore netto. «C`è una disparità
nei mezzi di informazione
che è talmente sfacciata che ormai
.mi vien quasi da ridere! Debbo
ammettere che eravamo preparati,
ma non così; buon segno: vuol
dire che stiamo andando bene e
che temono la nostra crescita».
In mezzo al ping pong tra Partito
democratico e Popolo della li
bertà, tra Veltroni e Berlusconi ci
sono anche loro, i terzi incomodi:
il Centro di Casini, la Sinistra arcobaleno
di Bertinotti, la Destra di
Storace, i Socialisti di Boselli rischiano
di non vedere palla. .
«Le scelte di libertà si pagano
sempre e, sia chiaro, sono contento
di pagarle. E per questa scelta di
coerenza che stiamo crescendo
nei sondaggi. Tuttavia, la gente
deve sapere che Pd e PdL si sono
già messi d`accordo sulle nomine
Rai e su come tagliar fuori tutti gli
altri competitor. Già, stavolta Berlusconi
ci ha preso: i brogli ci sono
eccome. Ma non sono quelli che
pensa lui».
Al Cavaliere non può certo addebitare
la scarsa passione per la par
condicio. Fosse stato per lui
l`avrebbe cambiata quando eravate
al governo...
«Lo ricordo bene. Si, su questo è
coerente. La sinistra invece aveva
fatto della par condicio un idolo
quasi da adorare: me" li ricordo
quando dicevano che era l`unico
modo per arginare lo strapotere di
Berlusconi. Ora che conviene an-
che a loro si sono scordati tutto.
Fanno ridere».
Insomma lei vede ancora i fantasmi
della grande intesa tra Walter
e Silvio.
«Quando si invita al voto utile,
blindato tra PdL e Pd, non sono io
che vedo i fantasmi».
Secondo me lei non vuole prendere
coscienza di una inversione di
tendenza. Gli italiani vogliono un
sistema semplice: o di qua o di là.
Dopo il bipolarismo coatto, come
lo chiamavate, eccoci ad un sostanziale
bipartitismo.
«Non è così. La volta scorsa, fuori
dai poli, non c`era una reale possibilità
di scelta. Ora è come se fossimo
dentro un sistema alla tedesca
dove viene data la possibilità
di presentarsi per quello che si è,
senza l`obbligo di alleanze forzate
e innaturali. Agli elettori si presenteranno
quattro forze: noi, il centro;
una destra e una sinistra moderate
e una sinistra più radicale.
Poi c`è la destra di Storace».
Insomma per lei PdL e Pd sarebbero
solo una destra e una sinistra
moderate.
«Partito democratico e Popolo,
della Libertà rincorrano lo schema
e i difetti del bipolarismo: Veltroni
ha messo assieme radicali e Gattollci,
l`operaio e l`imprenditore;
quanto al PdL... basta leggere le
dichiarazioni sulla politica estera
fatte da Martino, da Fìni e da Berlusconi:
non ne coincide una. Per
non dire di quelle sulla riforma
delle pensioni. Se poi ci aggiunge
pure lo strapotere che avrà la Lega
..».
Ce l`ha anche con la Lega?
«No, mi limito a dire che i suoi
parlamentari soprattutto al Senato
saranno assolutamente decisivi
per governare. Quindi Berlusconi
sarà nelle mani di Bossi e della sua
idea di Nord».
Qualcuno sostiene che 1`Udc si salverà
grazie ai voti del Sud...
«Io dico invece che prenderemo
anche molti voti in quel Nord che
non vuole essere rappresentato
dai leghisti. Comunque sia, noi
non siamo come Berlusconi che fa
gli accordi con i partiti a seconda
della geografia: il compito della
politica è di unire, non di alimentare
le divisioni».
Siccome non ho ancora sentito un
candidato dire che le cose gli.vanno
male, le chiedo brutalmente:
dove pensate di prendere voti?
«Da chi non vuole essere considerato
proprietà privata di Berlusco
ni e di chi non vuole bersi il finto
nuovismo di Veltroni. Tutti i sondaggi
ci danno al 6-7 per cento: significa
che la nostra idea di centro
è una idea giusta».
Ecco, mi dica tre priorità. Tre priorità
di centro.
«Una in assoluto: politiche famigliari.
Attraverso il meccanismo
delle deduzioni fiscali io credo si
possa fare parecchio, su diversi
fronti: dalla scuola alla disabifità,
dalla casa all`educazione».
Più dell`Irpef e più del quoziente
famigliare?
«L`abbassamento di un punto
dell`aliquota Irpef rischia di diventare
un costo a carico dello Stato e
di non risolvere nulla. Quanto al
quoziente famigliare richiede una
riforma fiscale organica e perciò
lunga ad attuarsi. Invece le famiglie
vanno aiutate subito».
Poi?
«Poi occorre affrontare la questione
energetica: sono stato il primo
a parlare di ritorno al nucleare e
mi guardarono come un marziano.
Ora vedo che anche altri arrivano
sulle nostre posizioni»
La privatizzazione delle municipalizzate
è ancora una priorità?
«Come può non esserlo dopo i rincari
delle ultime bollette? Al pubblico
resta la proprietà delle reti e
ai privati la gestione delle società. I
cittadini devono poter scegliere
anche su acqua, gas, rifiuti».
Quali altre privatizzazioni sono
necessarie?
«Non possiamo pensare a un processo
di privatizzazioni veloci anche
perché il mercato ha i suoi
tempi. Però se dovessi fare una li-
stadi priorità comincerei coni Poligrafici
dello Stato poi con la Tirrenia
fino a chiudere con Eni ed
Enel. Nel frattempo, sforbicerei
anche i costi della politica abolerîdo
le Province e enti come il
CneI».
E se fosse Berlusconi o Veltroni a
proporre una cosa del genere in
aula, lei voterebbe a favore o per
non confondersi con loro si asterrebbe?
«Abbiamo votato il rifinanziamento
della missione militare in Afghanistan
con il governo Prodi, si
immagini se non voterei ciò che
condivido. Ho sempre pensato a
una opposizione costruttiva.
Quello che sto dicendo in campagna
elettorale è diverso: non siamo
disponibili a governi pasticciati.
La coerenza è lamia bussola e il
trasformismo parlamentare il cancro
della democrazia. Io, questo,
lo posso dire; altri dentro il PdL
no».
Si parla tanto di riforme da scrivere
insieme. Mi dica come?
«Abbiamo proposto un`Assemblea
costituente da eleggere l`anno
prossimo con le Europee e con il
sistema proporzionale così che
tutte le culture politiche siamo rispettate
nella stesura di una nuova
Costituzione che preveda tra l`altro
una sola Camera, la riduzione
dei parlamentari, il Senato federale,
più poteri per il premier».
Casini, quando vede i gazebo dei
suoi vecchi alleati cosa pensa?
«Scinderei l`aspetto personale da
quello politico. L`altro giorno a
Roma ho incrociato il gazebo di
Alemanno e sono stato lì a chiacchierare:
nulla di personale, ci
mancherebbe».
Politicamente c`è del rancore?
«No, c`è differenza di idee. Nel PdL
vedo riaffiorare i problemi della
Cdl: su Alitalia per esempio vedo
un Gianni Letta che spera nell`accordo
con AirFrance e di contro la
Lega che lo osteggia. Per non dire
della parte previdenziale o della
politica estera...»
Già, lei era in predicato di fare il
ministro degli Esteri. Cosa pensa di
quello che sta accadendo in Tibet e
nel Kosovo?
«Mi lasci dire che vedo tanto dilettantismo.
II ministro D`Alema
apre ad Hamas. Martino, Fini e
Berusconi dicono tre cose diverse
e non si sa quale sia quella ufficiale.
Noi, mi lasci dire, siamo gli
stessi che per coerenza non hanno
tradito i nostri soldati, votando no
solo per fare un dispetto a Prodi.
Noi dell`Udc siamo fatti così»