Leditore di Libero
ROMA Trattativa conclusa + ~ • •,
per il quotidiano fondato da Gramsc~ conquista i Unit a
Redattori in allarme, vogliono garanzie dagli Angelucci
A dieci anni di distanza la
famiglia Angelucci rientra
nel capitale dell`«
Unità». Questa volta però,
al contrario della
«privatizzazione» del `97 quando si
accontentarono di poco più del 20%,
i «signori» della sanità privata romana
prenderanno il controllo pieno
del quotidiano gettando sul piatto
un bel pacco di milioni.
La trattativa, iniziata ai primi di
novembre con la firma di un primo
contratto preliminare (accompagnato
da un versamento di 2 milioni di
euro), si è infatti conclusa positivamente
e scadute le 4 settimane previste
dalla «due diligence» gli Angelucci,
guidati dal
35enne Giampaolo,
hanno deciso di
chiudere l`affare.
Il termine ultimo
per modificare l`offerta
per il quotidiano
fondato da
Antonio Gramscí
scadeva venerdì
scorso e la decisione,
presa assieme
all`advisor Bdo do-
po aver analizzato la situazione contabile,
è stata quella di procedere.
Nemmeno la scoperta di ben 79 cause
di lavoro intentate dai giornalisti
contro l`editrice dell`ex quotidiano
della Quercia li avrebbe scoraggiati.
La firma del contratto finale è fissata
per mercoled`i prossimo, mentre
il giorno 18 è previsto il cambio
di proprietà vero e proprio. A passare
di mano sarà una quota di maggioranza
della «Ad srl», la finanziaria
che fa capo alla presidente Marialina
Marcucci e ad alcuni soci mi-
`
nori, che a sua volta controlla 182%
della «Nuova iniziativa editoriale» e
che dal 2001 edita la «nuova Unità».
Salvo aggiustamenti che potrebbero
venire definiti nelle prossime ore,
l`operazione dovrebbe avere un valore
compreso tra i 17 ed i 20 milioni di
euro, cui vanno poi aggiunti i debiti
(giudicati però a livelli «fisiologici»
da chi ha visto i libri contabili) ed
eventualmente i soldi necessari a rilevare
la testata e che attualmente fa
capo a un`altra società.
Con questa operazione gli Angelucci,
che controllano
26 cliniche
con 2000 dipendenti
e 3500 posti
letto - e dopo l`uscita
da CapitaliaUnicredit
dispongono
di ben 500
milioni di euro di liquidità
- rafforzano
in maniera significatìva
il loro
portafoglio edito-
riale che fa capo alla subholding «Tosinvest
editoria» sotto le cui insegne
a giorni potrà schierare «l`Unità»
(area Pd-Ds) a fianco di «Libero», decisamente
orientato sul centrodestra,
e del «Riformista».
L`entrata in campo del Gruppo
Tosinvest, che da sempre vanta buoni
rapporti d`affari coi Ds, con Massimo
D`Alema e soprattutto col tesoriere
Ugo Sposetti (dal quale in passato
ha rilevato debiti ed immobili del partito,
comprese Botteghe oscure, dove
forse presto si trasferirà il quotidiano),
ha creato qualche malumore
nel Partito democratico. Al punto
che qualcuno è arrivato ad ipotizzare
una cordata alternativa, più vicina a
Walter Veltroni e Romano Prodi, or-
ganizzata da Intesa-Sanpaolo, alla
quale avrebbero dovuto prendere
parte gli editori Carlo Caracciolo e
Carlo Perrone, il petroliere Massimo
Moratti ed il finanziere Francesco
Micheli. Tutti gli interessati hanno
subito smentito, e l`eventuale contrattacco
(semmai fosse stato davvero
progettato) è caduto nel vuoto. I
maligni sostengono per mancanza di
una vera copertura politica. Fatto
sta che nessuno ha voluto (o potuto)
fermare gli Angelucci.
Già nelle passate settimane la notizia
del possibile cambio di proprietà
de «l`Unità» aveva creato non poche
preoccupazioni nella redazione di via
Benaglìa. Gli Angeluccì non sono infatti
collocabili politicamente, visto
che le loro relazioni spaziano a tutto
campo dai Ds all`Udc sino ad An, ma
il fatto che siano nel frattempo diventanti
gli editori di «Libero» ha creato
un certo allarme. La redazione, attraverso
il comitato di redazione, ha subito
chiesto chiarimenti alla Marcucci,
evitando uno sciopero di protesta
solo per un pugno di voti. Ora che gli
Angelucci arrivano per davvero si aggrappano
all`idea di costituire un comitato
di garanti (composto dalla
scrittrice Clara Sereni, da Alfredo
Reichlin e dell`ex direttore Furio Colombo)
allo scopo di «mantenere inalterata
la collocazione storica dell`"
Unità", il suo ruolo nel panorama della
stampa democratica e la sua identità
di giornale nazionale».
Dal canto loro gli Angelucci, proprio
per rendere meno traumatico il
cambio, oltre a confermare i livelli occupazionali
del giornale, sembrano intenzionati
a confermare l`attuale direttore
Antonio Padellaro, che dalla fine
del 2004 ha preso il posto di Colombo,
Quanto meno per la prima fase.
20 MILIONI DI EURO
Mercoledì la firma finale
per i signori della sanìtà
privata romana
CONTRO-CORDATA
Malumori Pd, con tentativo
fallito di mettere in campo
il gruppo Intesa-Sanpaolo
RICONFERMA
Sembra che per ora Padellaro
venga mantenuto alla direzione
per tranquillizzare i giornalisti